Lead Generation per la tua organizzazione: il nostro lavoro con Fatebenefratelli PLV
Definire una strategia di Digital Advertising per le organizzazioni del terzo settore significa districarsi tra diversi strumenti, tool e KPI, così come obiettivi di campagna differenti.
Creare diverse fasi di campagna, massimizzare la copertura delle inserzioni così come le conversioni sul sito (e tracciarle correttamente!) richiedono metodo, organizzazione, sinergia tra chi conosce come funzionano le piattaforme e chi conosce invece al meglio i progetti, la mission, il profilo del donatore della nostra organizzazione.
In particolare, lavorare sulle piattaforme significa comprendere come sia sempre più importante testare creatività, copy e target diversi, e come una strategia vincente si basi su esperimenti per trovare l’audience più adatta.
Ma significa anche sapere che le stesse piattaforme funzionano spesso in modo arbitrario: vi ricordate il blocco che Meta ha imposto a tutte le inserzioni a tema politico e sociale, ormai un anno fa? È ancora in atto, ma le regole di questo blocco non sono spesso chiare neanche a chi a Meta ci lavora.
Le piattaforme sono strumenti potenti e da integrare nelle nostre strategie di fundraising, spazi che non solo vanno presidiati ma che meritano una strategia volta alla crescita dei principali KPI… ma affidarvisi in toto è molto rischioso. Per questo occorre lavorare anche per rendersi indipendenti, attraverso campagne di Lead Generation.
Cos’è la Lead Generation
La lead generation è una pratica di marketing che prevede strategie, Paid e organiche, volte alla raccolta dei contatti di un utente interessato all‘organizzazione e alla mission.
I contatti possono essere di varia natura (di solito la base è l’e-mail ma possono includere anche un recapito telefonico o un indirizzo fisico) che permettono di ricontattare e coltivare l’utente proprio tramite un piano di comunicazione, con approfondimenti sul contesto in cui operi, aggiornamenti sui progetti e appelli di donazione.
Perché chiedere un contatto all’utente per poi raccontargli in modo più approfondito chi sono e chiedergli di sostenermi, quando potrei trasmettere le stesse comunicazioni direttamente in una campagna sponsorizzata? Perché il dato diventa proprietario, perciò il mio lavoro da una piattaforma privata (e sovrana) si sposta all’interno del mio database e dello strumento che uso per inviare le mie comunicazioni (mail o anche cartacee).
In un’epoca di crescente incertezza digitale, mantenere il controllo sui propri strumenti di raccolta fondi diventa la mossa intelligente per eccellenza. Per ottenerlo sfrutteremo un lead magnet, ovvero un contenuto, uno strumento o un’esperienza interattiva come un gioco o un quiz a cui l’utente può accedere previo il rilascio dei suoi contatti.
Il magnet: non un’esca, ma un contenuto che parla di te e della tua mission
Definire il magnet adatto alla campagna non è solo un tecnicismo: occorre trovarne uno che massimizzi il numero dei contatti raccolti rimanendo fedele alla comunicazione della tua organizzazione e che anzi aiuti ad avvicinare alla donazione un utente che magari neppure ti conosceva.
La febbre dei KPI può spingerti a implementare un magnet estremamente utile per l’utente, portandoti centinaia di contatti. Ma se non c’entra nulla con te, ti ritrovi con centinaia di contatti freddi, che non hanno nessun legame con la tua mission.
Coltivarli verso una donazione richiederà un piano di comunicazioni molto lungo e comunque con un tasso di conversione molto basso.
Allo stesso tempo, un magnet focalizzato solo sulle modalità per sostenerti ti porterà dei contatti molto caldi, che hanno già mostrato un interesse nei confronti, ma probabilmente con numeri assoluti limitati e con un costo per contatto (ovvero quanto investo per raccoglierlo) molto alto.
Se sono troppo pochi, il comportamento di un singolo utente modifica di troppo l’andamento generale e rende complesso valutare la campagna.
Trovare un equilibrio è vitale e segna la differenza tra una lead generation fine a sé stessa e una davvero funzionale alla tua raccolta fondi.
Il mese mondiale Alzheimer e La Provincia Lombardo- Veneta dell’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli
Dall’inizio del 2026 stiamo lavorando con la Provincia Lombardo- Veneta dell’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli su molteplici attività di comunicazione, soprattutto digitale, e sulla strategia di raccolta fondi.
Un lavoro integrato che coinvolge diverse aree di lavoro di Aragorn tra cui il Digital Advertising: qui ampio spazio è stato dato proprio alla Lead Generation per arricchire il database del Fatebenefratelli PLV con nuovi contatti opportunamente profilati, in linea con la missione di ricerca, cura e Ospitalità che l’Ordine porta avanti dal 1572.
Una di queste campagne ha visto protagonista un magnet legato all’assistenza alle persone con Alzheimer e alle loro famiglie, proposto in occasione del Mese Mondiale Alzheimer.
Lasciando i propri contatti, l’utente può infatti accedere a una guida con dei consigli su come comunicare al meglio con una persona con Alzheimer: un contenuto utile ma che racconta anche tanto del lavoro che Fatebenefratelli fa ogni giorno e aiuta a posizionare ulteriormente la Provincia Lombardo Veneta su una tematica sempre più rilevante per milioni di persone in Italia.
Il rendimento della campagna (ancora in corso) è particolarmente incoraggiante, con un costo per lead attorno ai €0,30.
Il piano di coltivazione di questi contatti non partirà da zero: sapremo già di avere a che fare con contatti interessati alle tematiche dell’Alzheimer e che hanno ottenuto già delle prime, fondamentali informazioni sul lavoro quotidiano che svolge, preparando il terreno per degli appelli di donazione che riceverà, nelle prossime settimane, nella sua casella email.